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Trippando – Gli antichi borghi del Marmo Melandro in Basilicata

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Il Marmo Melandro è una regione storica della Basilicata nord-occidentale che corre lungo il confine con la Campania. È una zona montana, ricca di fitti boschi e di borghi antichi che svettano sulle cime, donando al paesaggio un’atmosfera incantata. Vi abitano circa 48mila persone, dedite per lo più all’agricoltura.

Io vi ho trascorso tre giornate intense, ricche di incontri e scoperte. Prima tappa è stata Savoia di Lucania, incantevole piccolo borgo che deve il suo nome all’attentato subito nel 1878 dal re Umberto I. Diede i natali, infatti, al suo attentatore Giovanni Passanante e, per questo, i Savoia vollero imprimere la loro dinastia modificandone il nome che passò da Salvia a Savoia. Il sole del pomeriggio dona una luce particolarmente calda che esalta l’ocra delle case antiche e ti invita ad avanzare alla ricerca di angoli intimi e preziosi che non si fanno, certamente, desiderare. Sono numerose le donne anziane sull’uscio delle proprie case, in compagnia delle comari, a farsi reciproca compagnia godendo dei caldi raggi del sole. Sono sciupate dalla vita, con lo sguardo duro che si infrange, immediatamente, nella gentilezza e nel calore dell’accoglienza, rendendo la mia visita indimenticabile.

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Proseguiamo per Sant’Angelo Le Fratte, posto nella valle di fronte. Il paese dona angoli suggestivi che impongono una sosta per goderne la bellezza. Alle sue spalle si erge, imponente, un costone roccioso nel quale si sviluppano viuzze puntellate di piccole cantine, nelle quali gli abitanti del paese erano soliti conservare vino e provviste. Ci avventuriamo nel ripido dedalo di stradine, tra porticine raccolte e installazioni artistiche che ricordano la manifestazione che ogni anno, a metà agosto, richiama tantissimi visitatori e che ridona vita gioiosa a quelle stradine di pietra grigia. Dal 12 al 15 agosto, infatti, si svolge “Cantine aperte” durante la quale è possibile assaporare, a suon di musica, i prodotti eno-gastronomici di questa terra unica.

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E poi Satriano di Lucania, vivace paese di circa 2000 abitanti dalla storia millenaria, considerata la capitale dei murales del Mezzogiorno d’Italia. Sono oltre 150 i dipinti sulle pareti delle case che raccontano l’essenza del popolo satrianese, tra leggende e realtà. Passeggiare tra le sue vie è un’esperienza che muta a seconda delle condizioni meteorologiche e dell’orario. In mattinata, i suoi murales colorati rendono frizzante l’atmosfera, mentre a tarda sera, al calar del sole e con le prime calde luci artificiali, le sue vie divengono intriganti e romantiche… È un paese vivo, Satriano… Nella sua via principale, impalcature ricoperte da ampi teli verdi nascondono artisti all’opera, tra cui Luciano La Torre, che dovranno imprimere la propria arte su gran parte delle case che ne son sguarnite. Antichissimo e tra i più importanti dell’intera regione è il carnevale che si festeggia in paese, rappresentato dalle tre maschere Rumit, Urs e Quaresima. Esse rappresentano le differenti condizioni sociali presenti in paese. L’Urs impersona l’uomo ricco e fortunato, mentre il Rumit il povero e la Quaresima una donna persa nella sua sfortuna.

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Il secondo giorno ha inizio allegramente al borgo di Castelgrande, arrampicato sulla collina con case grigie che regalano un colpo d’occhio particolare. Lo attraversiamo velocemente, diretti inizialmente al Parco dei Colori e, successivamente, all’Osservatorio Astronomico. Il parco è il luogo ideale per interessanti passeggiate immersi nella ricca vegetazione della zona e per gli appassionati di “luoghi magici” e di lepidotterologia vi è la Butterfly House, la casa delle farfalle, un’ampia “bolla” che ne ospita varie specie. L’esperienza al suo interno è magica davvero, con tante, tantissime farfalle che volano tranquille sventolando i colori che la natura, così tremendamente fantasiosa, ha donato loro. Poco distante vi è l’Osservatorio Astronomico che può vantare il secondo telescopio più grande d’Italia. Così come nel Parco dei Colori, ad accoglierci è un ragazzo profondamente appassionato, che ci illustra le caratteristiche del cielo di Castelgrande e la potenza degli strumenti in uso…

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Muro Lucano è un borgo incantevole. Sorge arrampicandosi sulla collina, quasi tentando di abbracciarla nella sua larghezza… Nel centro storico, di origine medievale, si snodano vie strette e antiche che ti accompagnano nel perderti e nell’incantarti. I colori chiari sono dominanti, tra superbi portali e umili porticine circondate da piante grasse e fiori… La nostra passeggiata ci conduce all’abitazione di San Gerardo Maiella, patrono della Basilicata intera, il cui interno è esempio dell’antico stile di vita di gran parte degli abitanti del paese.

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Durante il pomeriggio, ad accoglierci è Vietri di Potenza, grazioso paesino di circa 3mila abitanti. Ha un centro storico curato e ricco di angoli preziosi, un’antica chiesa madre con una facciata che incanta e sulla sommità del paese un convento dei cappuccini, abitato da tre frati, dove è possibile trascorrere giornate immersi nella pace della natura circostante e nel silenzio dei suoi ambienti austeri. Il paese è noto per la produzione d’olio e io, come mio solito, sono piacevolmente colpita da scene di vita quotidiana donate dagli anziani che si godono la stanchezza della vecchiaia e giovani mamme coi loro bimbi accomodate sui marciapiedi antistanti le proprie dimore…

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Il terzo giorno ha inizio con la visita di Picerno, accogliente paese, di circa 6mila abitanti, dalla storia antica… Le cinta murarie furono erette sul finire del Quattrocento, lentamente demolite dal terremoto che nel Settecento colpì la zona. I bastioni, unici resti del castello, e il campanile della chiesa madre svettano in altezza e sono spesso visibili durante la passeggiata nei meandri del centro storico, con vari edifici settecenteschi. Il paese, inoltre, è noto per l’intraprendenza dei suoi cittadini… Infatti, a Picerno è diffusa la lavorazione delle carni del maiale sia artigianale che industriale, con la presenza di vari salumifici. Per questo motivo nel Palazzo Scarilli, annesso alla Torre Normanna, è stato allestito un percorso multimediale, artistico e scenografico legato al maiale che sarà presto fruibile.

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Successivamente, Baragiano lo abbiano attraversato velocemente, rischiando di incastrarci tra le sue vie strettissime. Appena fuori dal borgo vi è l’Archeoparco del Basileus, un percorso interessante tra le copie dei reperti rinvenuti in zona, accompagnati da attività divertenti e istruttive per i bambini. Oltre a gioielli e vasellame, vi è la riproduzione di un piccolo labirinto nel quale è possibile avventurarsi e una tomba reale risalente al IV secolo a.C. Al momento l’Archeoparco è chiuso ai visitatori, ma dovrebbe essere fruibile in breve tempo, con l’avvio della stagione estiva.

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Nel comune di Bella, immerso nella pace dei suoi boschi, vi è la Casa delle Fiabe. Entrarci significa accedere a un mondo fatato in cui i bambini sono accompagnati nell’universo fiabesco della natura per essere guidati verso la consapevolezza del valore del territorio in cui si trovano. La casa si sviluppa su due livelli e ogni ambiente è pensato per sollecitare la fantasia dei bimbi. All’esterno la pace del bosco e la presenza di alcuni volatili rari rende ancora più significativa l’esperienza che è possibile vivere. Un luogo d’avanguardia educativa e ludica, di altissimo livello…

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Dopo una breve tappa nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, risalente al Cinquecento e i cui interni sono finemente affrescati, nel pomeriggio abbiamo raggiunto Brienza, paese di circa 4mila anime con la maestosità del castello Caracciolo e parte della cinta muraria che lo rendono indimenticabile. Il suo centro storico si snoda arrampicandosi sulla collina e si sviluppa in numerose vie che conducono al castello. Sono molte le case recuperate, altre sono in via di salvezza, mentre in varie zone del centro il passaggio è ancora interdetto ai passanti a causa dell’instabilità delle strutture. Dal castello si possono godere dei panorami emozionanti sul paese e sulla vallata dove vi sono i ruderi dell’abitazione di Mario Pagano, intellettuale brienzese del Settecento.

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Tappa finale è Sasso di Lucania, borgo circondato da montagne possenti a cui si rivolgono vari progetti di valorizzazione. Il centro storico è ben conservato e ordinato, con punti panoramici emozionanti sulla valle e sulle montagne circostanti che ospitano faggette di estrema bellezza. Una zona antica del paese è stata recuperata e le case son divenute albergo diffuso. Dal centro si diramano vari percorsi che coniugano armoniosamente l’insediamento urbano con la natura circostante.

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I borghi del Marmo Melandro, prossimi tra loro, ma tutti con meravigliose peculiarità di cui vantarsi, hanno mostrato forte identità, ricchezza umana e culturale, con tanto da donare in termini di emozioni e bellezza e hanno reso indimenticabile il mio primo passaggio in terra lucana…

Tratto da Trippando

di admin


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